Filosofia Queer: Parmenide
Risposte filosofiche a chi cerca di
spiegarti che sei contro natura.
Esiste solo ciò che può esistere.
Ecco: è una affermazione sbagliata dal quarto secolo avanti Cristo e Parmenide vi da la risposta per tutt* i/le buzzurr* che a mala pena sanno come si scrive la parola "ragione", figuriamoci se sanno applicarla.
Il rischio è quindi che non capiranno la vostra risposta, ma volete mettere la faccia che faranno quando inizieranno a sbavarvi addosso come cani rabbiosi una sequela di parole a caso nella convinzione che chi urla più parole ha ragione?!
E allora ecco quello che Parmenide risponderebbe a questa affermazione antiscientifica: l'Essere è e non può non essere.
Vi sembra un po' pochino? Vorreste argomentare meglio nel caso in cui il/la buzzurr* di turno vi osservasse con una espressione dubbiosa ma possibilista?
E allora seguite il ragionamento parmenideo, ma prima, diciamo subito che Parmenide è un filosofo presocratico (secondo i racconti di Platone, incontrò Socrate quando quest'ultimo era ancora un ragazzino mentre lui era già un signore di circa 65 anni- si, gli antichi greci e latini non vivevano solo fino a 40'anni come siamo soliti immaginare!) che pose le basi del moderno ragionamento scientifico.
Insomma, stiamo parlando del primo essere umano (occidentale) che cominciò ad osservare la natura in maniera razionale e non affidandosi ai sensi (vista, udito, tatto, olfatto, gusto) avendo raggiunto un'illuminazione: i sensi possono sbagliarsi, per cui la logica è l'unico strumento che abbiamo per conoscere veramente la realtà.
Perfetto, direte voi, ma che c'entra Parmenide con la vita di noi persone queer?
C'entra se volete godervi lo spettacolo ridicolo e pietoso dell'esplosione delle testoline dei bigotti che cercano di convincervi che non esistete, ma siete una "moda", un "capriccio", una "malattia mentale".
"L'Essere è e non può non essere" significa dire che ciò che esiste non può non esistere.
Ne deriva che ciò che non esiste, non può che non esistere: non possiamo pensare a qualcosa che non esiste. Riuscite a pensare al nulla? No perché nel momento in cui pensate al nulla state pensando a qualcosa!
Certo, potete dire "quadrato rotondo", ma avere le parole per definire qualcosa non significa che quel qualcosa esiste (interi libri fantasy sono basati su parole che descrivono cose che non esistono).
Ecco quindi che l'esistenza di orientamenti sessuali e identità di genere differenti dall'eterosessaulità e cisgenderità è la prova che esse non sono fantasie, mode o invenzioni di mente malate.
La vostra esistenza è la prova che l'omosessualità e la transgenerità non solo esistono (sono), ma non potrebbero non esistere (non essere), perché ciò che esiste non può non esistere!
A questo punto il/la buzzurr* più intelligente della cucciolata vi risponderà che da che il mondo è mondo si nasce maschi e femmine e che non è possibile passare da un sesso all'altro.
Lasciamo stare per un attimo il disastro concettuale in cui si mischiano orientamento sessuale e identità di genere con il sesso biologico (sono buzzurr*, non potete aspettarvi che riescano a distinguere tre concetti differenti, se non non saremmo qui a tirare in ballo la filosofia...), anche in questo caso Parmenide ha la risposta pronta.
Secondo il nostro filosofo-scienziato, ciò che i sensi ci mostrano non è la Verità ma è un'opinione.
L'opinione è un calderone in cui gli umani buzzurri mischiano Essere e Non Essere.
Dire che esiste la luce e il buio è una dichiarazione irrazionale perché sono i sensi che ci fanno percepire luce e buio e in base ad essi li mettiamo in contrapposizione ma nella realtà luce e buio non esistono in sé.
Quando è notte non è che non c’è la luce del Sole: il Sole esiste e non può non esistere. Se vediamo il buio è perché il Sole è momentaneamente fuori dal nostro senso della vista, tuttavia continua ad esistere.
Le opinioni basate sui sensi fanno presupporre che un soggetto dotato di pene sia un maschio ma il pene è solo una delle tante caratteristiche biologiche (marcatori biologici) che attribuiamo al sesso maschile.
Sappiamo che oltre ai genitali, i maschi e le femmine vengono individuati sulla base anche di altri marcatori biologici, ad esempio i cromosomi e la struttura scheletrica.
Ma anche questi marcatori biologici non sono “binari” con solo due “modalità d’essere”, altrimenti i due gruppi “maschi” e “femmine”, non potrebbero mai sovrapporsi.
Esempi: a) in base allo scheletro mediamente i maschi sono più alti delle femmine, ma ci sono maschi più bassi delle femmine; se lo scheletro fosse binario allora tutti i maschi sarebbero più alti di tutte le femmine, b) un altro marcatore biologico sono i cromosomi e sappiamo che di solito i maschi hanno cromosomi XY e le femmine XX, ma oggi sappiamo che i cromosomi hanno 16 variazioni naturali, c) una caratteristica sessuale secondaria sono i peli: mediamente i maschi hanno più peli sul corpo delle femmine, ma è innegabile che ci sono maschi glabri e femmine molto pelose.
Ecco che i nostri sensi farebbero pensare che i soggetti che ci appaiono come maschi siano maschi e quelli che ci appaiono femmine siano femmine ignorando che sotto la struttura che percepiamo coi sensi (vista, tatto, udito...) può esserci una struttura molto più complessa sia biologica che neurologica che sociale.
Dunque la differenza maschio-femmina, uomo-donna sono pure illusioni perché le differenze che vediamo sono frutto dei nostri sensi: siamo noi che percepiamo uomini e donne diversi e contrapposti perché ci appaiono diversi nell’aspetto fisico, nei ruoli e nella psiche.
Nella realtà non esiste un maschio e una femmina: esiste una persona!
La verità, secondo Parmenide, è conoscibile solo attraverso la ragione che ci fa cogliere l’unità profonda della realtà.
Parmenide ci dice una cosa che il il maestro zen Thich Nhat Hanh chiama “inter-essere”: nulla è separato dal resto perché siamo tutt* interconnessi in quanto manifestazioni di un unico Essere.
In conclusione, se vuoi far esplodere il cervello del* buzzurr* di turno, rispondi come risponderebbe Parmenide: “il fatto che esisto è la prova che sono “naturale” perché ciò che esiste non può non esistere e se vedi differenze tra maschi e femmine, uomini e donne è solo perché ti basi sui tuoi sensi invece di usare il cervello.”
…E poi aggiungi “studia Parmenide prima di rispondermi e fare l’ennesima figura da bonobo.”