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Visualizzazione dei post da marzo, 2024

Bisessualità in Oceania

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Come già in Grecia, Impero Romani, Africa e nelle Americhe, anche in Oceania l’omosessualità esclusiva non esisteva. Esisteva però la possibilità di avere relazioni sessuali e affettive bisessuali.  Anche in questo caso, come in Grecia , l’omosessualità aveva una funzione “educativa”: uomini adulti e sposati con donne, avevano relazioni omosessuali con adolescenti al fine di educarli alla vita adulta. A loro volta, gli adolescenti cresciuti, dopo il matrimonio, potevano intrattenere relazioni omosessuali con altri adolescenti.  Nella Melanesia, una delle regioni in cui era suddivisa l’Oceania, le tribù ritualizzavano le pratiche omosessuali con gli adolescenti.  Raggiunta l’adolescenza, infatti, i ragazzi dovevano trascorrere qualche giorno con uomini adulti per avere rapporti orali con essi: si riteneva che ingerire lo sperma di uomini adulti facesse crescere e sviluppare i ragazzi (questo è stato documentato soprattutto nella tribù dei Gebusi). In altre tribù l’omosessualità era inve

Bisessualità in Africa.

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In Africa è l'omofobi a non essere parte della cultura locale, non l'omosessualità. Nel continente africano l’omofobia è fortissima ed è la conseguenza della colonizzazione occidentale.  Sebbene la narrazione locale sia che l’omosessualità sia un “vizio” importato dai colonizzatori, la verità è ben altra.  Gli studi fatti sull’Africa precoloniale documentano che le pratiche bisessuali erano molto frequenti e già presenti all’arrivo dei colonizzatori.  Quando i colonizzatori hanno occupato i territori africani hanno ovviamente portato con sé anche la condanna dell’omosessualità. A seguito della dura condanna dell’omosessualità da parte dei colonizzatori, gli autoctoni hanno interiorizzato talmente tanto questa repressione, che hanno iniziato a cancellare la bisessualità dalla loro memoria storica, fino a ritenere che l’omosessualità non sia mai esistita nei loro territori, ma sia frutto dei colonizzatori occidentali.  Oggi l’omofobia africana è più una risposta politica al colon

Bisessualità nelle Americhe precolombiane.

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Per i nativi americani sarebbe meglio parlare di bisessualità e fluidità di genere come norma. Nelle Americhe precolombiane la “fluidità” degli orientamenti sessuali e delle identità di genere era la normalità.  Se nell’America del nord un uomo poteva vivere da donna (due spiriti) senza alcuna discriminazione, fino al punto da poter sposare un altro uomo, nell’America del sud gli uomini potevano avere relazioni sentimentali e sessuali sia con uomini che con donne alla luce del sole.  Va detto che ache le donne indiane erano solite andare a caccia e in guerra, così alcune di loro diventarono capi tribù. Un esempio è “Capo Donna” (1806-1858), una donna diventata membro della tribù dei Corvi dopo essere stata rapita come schiava a dieci anni durante una guerra tra tribù.  Chi la rapì era un guerriero che aveva perso diversi figli maschi e la crebbe come una guerriera. Poiché dimostrò coraggio e grandi abilità da fantina, fu molto considerata nella sua tribù, tanto da diventarne il capo e

Bisessualità nel mondo arabo.

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Nel ondo preislamico l'omosessualità non era malvissuta e nel medioevo non era condannata con la stessa ferocia attuale. Abbas I il Grande col suo paggio. Nella letteratura araba tra il 1100 e il 1300 l’omosessualità maschile e femminile è presente e per nulla osteggiata.  Dunque sappiamo che l’omosessualità era molto diffusa e che alcune interpretazioni del Corano ritengono che l’Islam non vieti l’omosessualità.  Va rilevato che, diversamente dal mondo occidentale, nel mondo arabo l’omosessualità femminile è stata sempre molto rappresentata nella letteratura e trattata in campo medico. In particolare si riteneva che il lesbismo portasse ad un prurito vaginale che poteva essere lenito solo con le carezze di un’altra donna.  In verità anche il lesbismo è stato poi considerato dai giuristi un peccato, ma comunque meno grave dell’omosessualità maschile (una percezione che comunque si aveva e si ha ancora in occidente). In un ritratto conservato al Louvre, troviamo raffigurato lo Sci

Bisessualità in Giappone.

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L'omosessualità in Giappone era vissuta come la normalità fino all'influenza della cultura occidentale. Bacio tra samurai. In Giappone la sessualità ha a che fare con lo status e la responsabilità civile, non con la morale. Motivo per cui l’omosessualità non è mai stata vista negativamente né sanzionata. Solo tra il 1873 e il 1880 si è sanzionata la sodomia a causa dell’influenza occidentale sulla cultura locale.  Tolto questo breve periodo, l’omosessualità intesa come bisessualità, non è mai stata ostacolata né dallo shintoismo né dal confucianesimo di interpretazione giapponese. Anche il buddismo giapponese non ostacola i rapporti omosessuali e, interpretando il voto di castità unicamente verso il sesso eterosessuale, nei monasteri buddisti del Giappone, il sesso omosessuale era molto praticato. Tanto è vero che nel giapponese arcaico le parole più vicine alle parole “omosessuale” , “eterosessuale” e “bisessuale” erano parole che identificavano l’attività sessuale e non l’or

Bisessualità in Cina

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In Cina l'omosessualità è stata criminalizzata con l'avvento dell'illuminismo proprio quando il Paese si è aperto ai rapporti con l'Occidente. In Cina molti imperatori hanno avuto nei loro harem sia donne che uomini, così come nella mitologia cinese sono frequenti i temi dei generi sessuali e degli orientamenti sessuali non esclusivamente etero.  Come per le polis greche e l ’i mpero Romano , anche nella Cina dinastica, il ruolo principale di ogni uomo (e di ogni donna) era la riproduzione per garantire eredi (soprattutto maschi). Dunque non era visto male che si intrattenessero rapporti omosessuali se questi non erano esclusivi e lasciavano spazio alla procreazione.  Questi convincimenti erano “canonicizzati” nelle due religioni principali: confucianesimo e taoismo.  Per il confucianesimo l’omosessualità non era in linea con la regola per cui ognuno ha un ruolo che deve essere rispettato. Tuttavia, adempiuto il dovere della riproduzione, le condotto omosessuali non

Bisessualità in India.

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Nell'Induismo l'omosessualità è "neutra", tanto da trattarla anche nel Kama Sutra alla pari delle pratiche eterosessuali. In India l’omosessualità è trattata dai testi sacri induisti con neutralità. In uno dei quattro testi vedici, si legge legge che ciò che appare innaturale, in realtà è naturale.  Nel Kama Sutra, testo sul comportamento sessuale, un intero capitolo è dedicato all’omosessualità maschile e femminile.  Nell’Arthaśāstra, un antico trattato di scienze politiche, sono menzione una vasta gamma di attività sessuali che, indipendentemente dal fatto che fossero compiute con un uomo e una donna, andassero punite, anche se lievemente. I rapporti omosessuali non erano sanzionati, ma trattati come un crimine minore, al contrario di altre attività eterosessuali punite più severamente. Ad esempio il sesso lesbico tra due donne non più vergini veniva punito con una piccola multa, mentre un rapporto tra due uomini poteva essere punito con un bagno rituale da effettua

Bisessualità in Europa dopo l'Impero Romano.

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La bifobia post cristianesimo cancella la bisessualità dalla Storia. Con la diffusione delle religione monoteiste, in primis il cristianesimo, si è imposta una ferma e dura condanna dell’omosessualità, indipendentemente dal ruolo attivo o passivo svolto nell’ambito dei rapporti sessuali.  Nella Scandinavia medievale si ritrova una legge che vieta l’omosessualità ma nella letteratura dell’epoca le pratiche omosessuali tra gli uomini sono accettate per l’uomo attivo nei confronti degli schiavi, quindi è probabile che la legge sia stata poco applicata.  Tra i Celti è documentata la bisessualità e la pederastia. In linea di massima possiamo dire che l’avvento del Cristianesimo ha portato gli storici del periodo medievale in poi a occultare le prove della bisessualità nei loro racconti dell’epoca e dei periodi precedenti.  Anche la presenza di una omofobia (più o meno celata) di alcuni storici moderni e contemporanei, ha contribuito a non far emergere la reale diffusione della bisessualità

La bisessualità nella storia. Roma

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Diversamente dalla Grecia, l'omosessualità era ammessa solo con uomini di rango inferiore a quello di cittadino romano.  In parte, ciò che abbiamo detto per l’ antica Grecia , vale anche per il latini.  Un cittadino romano poteva intrattenere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso solo se aveva un ruolo attivo e a patto che non fossero cittadini romani. Ciò significava che un uomo libero con cittadinanza romana poteva avere rapporti omosessuali solo con schiavi (anche con schiavi altrui) o liberi non cittadini romani. Dunque il ruolo attivo era fondamentale affinché l’omosessualità fosse accettata, poiché una delle principali virtù del cittadino romano era la virilità, intesa come capacità di sottomissione di individui più deboli (donne e schivi).  Poiché la virilità del cittadino romano aveva a che fare più con la dominazione che con l’erudizione e la superiorità morale, non esisteva la pederastia : rapporti sessuali/relazioni affettive con adolescenti al fine di educar

La bisessualità nella Storia. La Grecia delle polis

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Prima del XIX secolo, la distinzione non era tra eterosessualità ed omosessualità, ma tra ruolo "attivo" e ruolo "passivo". Oggi inizieremo un breve viaggio nella Storia per capire come era vissuta la bisessualità nei vari continenti ma è giusto precisare che le informazioni storiche di cui oggi disponiamo riguardano quasi esclusivamente la bisessualità maschile. Il motivo della mancanza di informazioni sulla bisessualità femminile è abbastanza intuibile: poiché le culture che conosciamo sono patriarcali, le fonti di cui disponiamo provengono da uomini! Non c’è però motivo di pensare che la bisessualità femminile non esistesse.  Sappiamo che la nozione di orientamento sessuale è stata introdotta per la prima volta dalla psicologia e dalla medicina nel corso del XIX secolo. Quindi nelle precedenti epoche storiche non si utilizzavano le categorie di pensiero attuali.  Potremmo dire che nel passato non esisteva una differenziazione tra orientamenti sessuali così come